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L'allegoria della caverna

“Alla fine, credo, potrà osservare e contemplare il Sole quale veramente è!"

 

L’allegoria della caverna, impropriamente chiamata, mito, contiene in sé la rappresentazione Platonica della condizione degli uomini, della struttura della realtà, del compito del filosofo e di quali rischi deve correre.
In una dimora sotterranea gli uomini sono incatenati, fin da fanciulli, come se fossero schiavi senza poter vedere l’uscita. Alle loro spalle brilla un fuoco. Tra loro ed il fuoco v’è un muricciolo che percorre una strada.
Dall’esterno alcuni uomini portano degli oggetti di svariate forme, soprattutto statue di pietra e di legno.
Gli “schiavi” all’interno della caverna percepiscono solamente ombre, che verranno considerate reali, in quanto oggetto della loro visione.
Se uno di loro potesse liberarsi dalle catene, potrebbe voltarsi ed osservare, così, verso la luce provando dolore e senza cogliere più le ombre che prima vedeva così bene. Ora potrebbe vedere le statue sul muretto ma dubiterebbe della loro realtà, considerando le ombre “vere”.
Se percorresse la strada che conduce all’esterno, proverebbe ancora più dolore, si avvicinerebbe dapprima al fuoco, ed una volta fuori verrebbe a contatto con la luce del Sole.
Abbagliato, piano piano, si abituerebbe alla luce ed alla visione del mondo reale, arrivando a contemplare il Sole. Potrebbe ritrovarsi, ora, a ricordare la sua condizione di schiavo e sarebbe felice per il cambiamento avvenuto, provando, al contempo, pena per gli schiavi rimasti incatenati e non vorrebbe più vivere in quella condizione.
Se la pietà lo spingesse nuovamente nella caverna i suoi occhi, che ora sono abituati alla luce del Sole, non riuscirebbero a vedere nell’oscurità e gli occorrerebbe tempo per riabituarsi all’ombre e susciterebbe il riso degli schiavi.
Chi vorrebbe, dei suoi compagni, ridursi come lui? Schernito e deriso? E se quest’uomo, ora libero, iniziasse a liberare gli altri, questi non potrebbe ucciderlo, proprio come era successo a Socrate?

Dunque: l’uomo è schiavo e la filosofia è la via di liberazione.
Le ombre scambiate come la realtà e la realtà rifiutata come se fosse ombra.
La liberazione è salita, è faticosa ed è difficile dove l’uomo si volge verso l’ “uscita”, cambia orientamento, possiamo concludere quindi che la filosofia è un cambiamento totale e profondo della vita.
Il Sole, elemento fondamentale dell’allegoria, è fonte di luce ed illumina e permette di vedere le cose, quindi è il simbolo di dell’idea del Bene a cui l’uomo deve tendere ed avvicinarsi il più possibile. Il Bene è generatore di di essere, di valore e perfezione.

Nella “
Filmografia filosoficasono inseriti i film che hanno ripreso questo tema, la liberazione dell’uomo dalle catene ed il raggiungimento della conoscenza.  (troverete "Platone" accanto al titolo del film).

 

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