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I Filosofi della Natura

Talete di Mileto

L'ultimo dei Saggi, il primo dei Filosofi.

Nato a Mileto intorno al 640 a.C. della sua vita non si sa molto, si sa che probabilmente era di origine fenicia, forse fu esiliato, le fonti non sono molto precise a riguardo.
Quello che conta è che ufficialmente è considerato il primo filosofo della storia, non perchè fu il primo uomo a pensare, prima di lui esistevano i cosiddetti Sette Saggi, uomini di particolare cultura autori di aforismi fondanti del sentire comune dell'epoca (tra i quali, ovviamente il nostro Talete era annoverato), bensì perchè fu il primo a cercare una sostanza, un essenza nella natura che ne fosse il fondamento, fu il primo a stupirsi del mondo.
Intorno a Talete esisteva un mondo! ma cos'era che faceva si che il mondo fosse proprio quello e non un'altro diverso? Qual'era la sostanza fondante del cosmo? Talete ritenne che fosse l'acqua.
E' l'acqua che da la vita è l'acqua che è presente in ogni cosa, anche in minima parte ma è dappertutto: tutto è acqua. Questa affermazione così apparentemente grossolana e bizzarra ha cambiato per sempre la storia dell'occidente, noi siamo quello che siamo oggi anche perchè 2500 anni fa un giovane filosofo disse che tutto è acqua. A mio parere la migliore analisi su Talete è stata compiuta dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsce, dire "tutto è acqua" significa dire "tutto è uno", non siamo più nel campo della religione, non siamo più nel campo delle scienze: è nata la Filosofia.

"Quando Talete dice "tutto è acqua", con un sussulto l'uomo si solleva cessando il brancicare e il tortuoso strisciare, a mò dei vermi, proprio delle scienze particolari, presagisce la soluzione ultima delle cose e con questo divinamento supera la volgare angustia dei gradi inferiori di conoscenza" (F. NIETZSCHE, la filosofia nell'età dei greci).


Anassimene di Mileto

Respirare l'essenza delle cose

Sebbene cronologicamente è il più "giovane" dei Filosofi della Natura (physis), vive infatti tra il 580 a.C e il 520 a.C., ho preferito trattarlo per secondo, vediamo perchè.
Come Talete, Anassimene cerca il principio di tutte le cose, trovandolo nell' aria; ci troviamo di nuovo di fronte a un' origine, un'archè avrebbe detto Anassimene, di natura fisica e non astratta: l'aria crea tutte le cose, a seconda della sua rarefazione o condensazione: è il secondo passo verso una maggiore astrazione del "tutto è uno" implicito in Talete.


Anassimandro di Mileto

Il pensiero decolla!

Della vita di Anassimandro, come per molti dei suoi illustri colleghi, si sa ben poco, è vissuto all'incirca tra il 610 a.C. e il 546 a.C e con molta probabilità fu allievo di Talete.
La sua importanza sta nel fatto di avere individuato il fondamento ultimo di tutte le cose nell'àpeiron, che in greco significa "infinito""indeterminato", che cosa è successo? non abbiamo più un'archè di matrice fisica, ma abbiamo cominciato a pensare in astratto!!
Nel corso della storia sono state fatte centinaia di interpretazioni dell'àpeiron, ma, a mio modo di vedere l'àpeiron di Anassimandro, significa semplicemente quello che è: "indefinito".Anassimandro voleva dire semplicemente che c'è qualcosa di indefinito e illimitato che è origine di tutte le cose, ma non è riscontrabile nella natura, non è l'aria, l'acqua, la terra o il fuoco poichè anch'essi sono soggetti al mutamento, insomma non è tutto qui, c'è qualcos'altro...
(Naturalmente non consiglio a nessuno di portare questa interpretazione al proprio prof di filosofia, in caso contrario non mi ritengo responsabile di bocciature o votacci!)

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